10 errori comuni degli italiani in inglese (e come correggerli)
Parlare inglese è più facile di quanto pensi: basta conoscere le piccole trappole in cui cadono quasi tutti gli italiani. Molti di questi errori nascono da una cosa bella, cioè la ricchezza della nostra lingua, che ci porta a tradurre parola per parola.
In questo articolo trovi i 10 errori più comuni, in ordine di frequenza, più un errore bonus. Ogni errore è segnato come grammatica, pronuncia o vocabolario. Per ognuno c'è la frase da evitare, il motivo per cui ci viene spontanea, la versione corretta e un piccolo trucco per ricordarla. Nei nostri corsi di inglese li vediamo ogni giorno, e ogni giorno vediamo studenti che li superano.
I 10 errori più comuni
1. Grammatica: il soggetto che manca
Da evitare: Is possible to book a lesson? Is raining. Is very nice (per dire "lei è molto simpatica").
Perché succede: in italiano possiamo omettere il soggetto, perché la desinenza del verbo ci dice già chi fa l'azione ("piove", "è possibile", "è simpatica"). In inglese il verbo cambia pochissimo, quindi il soggetto è indispensabile per capire la frase. Succede spesso con it, ma anche con he e she quando parliamo di una persona.
Corretto: Is it possible to book a lesson? It's raining. She is very nice.
Trucco: in inglese il soggetto non sparisce mai. Se manca, usa it per le cose e il tempo, he o she per le persone.
2. Grammatica: le domande senza do e does
Da evitare: You like pizza? Where you live?
Perché succede: in italiano una domanda si fa cambiando solo l'intonazione ("ti piace la pizza?"). In inglese la domanda si costruisce con l'ausiliare do / does prima del soggetto, e l'intonazione da sola non basta.
Corretto: Do you like pizza? Where do you live?
Trucco: prima di ogni domanda chiediti: c'è già un ausiliare (is, can, have)? Se no, serve do o does.
3. Grammatica: l'articolo the per parlare in generale
Da evitare: The life is beautiful. The dogs are loyal.
Perché succede: in italiano l'articolo si usa anche per parlare in generale ("la vita", "i cani"). In inglese the indica qualcosa di preciso e già identificato; per le idee generali e le categorie intere si lascia il nome da solo.
Corretto: Life is beautiful. Dogs are loyal.
Trucco: quando parli in generale, niente the. Lo usi solo per qualcosa di specifico.
4. Grammatica: i nomi non numerabili
Da evitare: Can you give me some informations / advices?
Perché succede: in italiano "informazioni" e "consigli" hanno il plurale, quindi aggiungiamo la -s. In inglese sono nomi non numerabili, come water o money: indicano una quantità, non oggetti singoli da contare.
Corretto: Can you give me some information / advice?
Trucco: sono nomi non numerabili, senza -s. Per contarli usa a piece of advice.
5. Vocabolario: fare non è sempre tradotto “make”
Da evitare: Can I make a question? Let's do a photo.
Perché succede: in italiano "fare" va bene quasi ovunque (fare una domanda, fare una foto, fare un errore). L'inglese divide questo significato tra più verbi, e ogni espressione ha il suo verbo fisso.
Corretto: Can I ask a question? Let's take a photo.
Trucco: "fare" ha molte traduzioni. Impara le espressioni intere: ask a question, take a photo, make a mistake, do homework.
6. Pronuncia: la i breve e la i lunga
Da evitare: pronunciare ship e sheep, oppure live e leave, nello stesso modo.
Perché succede: l'italiano ha una sola "i", mentre l'inglese ne ha due: una breve e rilassata (ship, live) e una lunga e tesa (sheep, leave). Il nostro orecchio non è abituato a distinguerle, quindi le fondiamo in una.
Corretto: ship con una i breve, quasi una "e"; sheep con una i lunga, come un piccolo sorriso.
Trucco: esercitati con le coppie minime: ship/sheep, live/leave, sit/seat, fill/feel.
7. Vocabolario: i false friends
Da evitare: Actually I work in a bank (per dire "attualmente"). Eventually, call me (per dire "eventualmente"). She is a very sensible person (per dire "sensibile"). I bought a novel at the library (per dire "libreria").
Perché succede: i false friends sono parole che somigliano a una parola italiana ma hanno un altro significato. Spesso vengono dalla stessa radice latina, ma nei secoli le due lingue le hanno usate in modi diversi. Actually e "attualmente", per esempio, vengono entrambe da actualis, "reale, concreto": l'inglese ha tenuto il senso di "nella realtà dei fatti", l'italiano quello di "nel momento presente".
Corretto: Currently I work in a bank. If necessary, call me. She is a very sensitive person. I bought a novel at the bookshop.
Trucco: quando una parola inglese sembra "troppo italiana", controlla il significato. Actually = in realtà, eventually = alla fine, sensible = di buon senso, library = biblioteca.
8. Vocabolario: say e tell
Da evitare: He said me the truth.
Perché succede: in italiano "dire" regge sempre "mi, ti, gli" ("mi ha detto"). In inglese say mette l'accento sulle parole pronunciate, mentre tell mette l'accento sulla persona che ascolta: per questo solo tell vuole la persona subito dopo.
Corretto: He told me the truth. / He said that he was sorry.
Trucco: tell vuole subito la persona (tell me), say no (say something).
9. Grammatica: verbi e preposizioni
Da evitare: Can you explain me this rule? Let's discuss about the project.
Perché succede: traduciamo parola per parola "spiegami" e "discutere di". Ma in inglese ogni verbo ha una costruzione fissa: explain vuole prima la cosa spiegata e poi to + la persona, mentre discuss ha già dentro il significato di "parlare di" e regge direttamente l'argomento, senza about.
Corretto: Can you explain this rule to me? Let's discuss the project.
Trucco: impara il verbo insieme alla sua struttura: explain something to someone, discuss something (ma talk about something). Funzionano come explain anche describe e suggest; come discuss, senza preposizione, anche enter e reach.
10. Pronuncia: la desinenza -ed
Da evitare: work-ed, play-ed, watch-ed (con "-ed" come sillaba in più).
Perché succede: l'italiano si legge come si scrive, quindi pronunciamo ogni lettera che vediamo. L'inglese invece conserva spesso l'ortografia di secoli fa, mentre la pronuncia nel tempo si è accorciata.
Corretto: workt, playd, watcht: una sillaba sola.
Trucco: la "-ed" diventa una sillaba ("-id") solo dopo t o d, come in wanted e needed. In tutti gli altri casi si attacca alla parola.
Bonus: un ultimo errore da evitare
Grammatica: agree è un verbo
Da evitare: I am agree with you.
Perché succede: pensiamo a "sono d'accordo" e traduciamo "sono" con I am. Ma agree non è un aggettivo come "d'accordo": è un verbo completo, come "concordare".
Corretto: I agree with you.
Trucco: agree è già un verbo, come "concordo". Niente am davanti.
Dall'errore alla sicurezza: il prossimo passo
Ogni errore di questa lista è un segnale positivo: vuol dire che stai già parlando inglese. Il segreto è notarlo, correggerlo e ripetere la forma giusta finché diventa naturale.
Sceglierne tre alla settimana e usarli in frasi tue è un ottimo inizio. Con un insegnante accanto, però, i progressi arrivano molto più in fretta. Nei corsi di inglese di NET – New English Teaching lavoriamo proprio su questo: conversazione reale, correzioni mirate e tanta pratica.
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